2018
• 82 •
N
2018
• 50 •
S
2018
• 6 •
C
2017
• 80 •
N
2017
• 79 •
N
2017
• 48 •
S
2017
• 47 •
S
2016
• 78 •
N
2016
• 77 •
N
2016
• 46 •
S
2016
• 45 •
S
2016
• 5 •
C
2015
• 76 •
N
2015
• 75 •
N
2015
• 44 •
S
2015
• 43 •
S
2014
• 74 •
N
2014
• 73 •
N
2014
• 42 •
S
2014
• 41 •
S
2013
• 4 •
C
2013
• 72 •
N
2013
• 71 •
N
2013
• 40 •
S
2013
• 39 •
S
2012
• 70 •
N
2012
• 69 •
N
2012
• 38 •
S
2012
• 37 •
S
2011
• 3 •
C
2011
• 68 •
N
2011
• 67 •
N
2011
• 36 •
S
2011
• 35 •
S
2010
• 66 •
N
2010
• 65 •
N
2010
• 34 •
S
2010
• 33 •
S
2009
• 2 •
C
2009
• 64 •
N
2009
• 63 •
N
2009
• 32 •
S
2009
• 31 •
S
2008
• 62 •
N
2008
• 61 •
N
2008
• 30 •
S
2008
• 29 •
S
2007
• 60 •
N
2007
• 59 •
N
2007
• 28 •
S
2007
• 27 •
S
2006
• 58 •
N
2006
• 57 •
N
2006
• 26 •
S
2006
• 25 •
S
2005
• 56 •
N
2005
• 55 •
N
2005
• 24 •
S
2005
• 23 •
S
2004
• 54 •
N
2004
• 53 •
N
2004
• 22 •
S
2004
• 21 •
S
2003
• 52 •
N
2003
• 51 •
N
2003
• 20 •
S
2003
• 19 •
S
2002
• 1 •
C
2002
• 50 •
N
2002
• 49 •
N
2002
• 18 •
S
2002
• 17 •
S
2001
• 48 •
N
2001
• 47 •
N
2001
• 16 •
S
2001
• 15 •
S
2000
• 46 •
N
2000
• 45 •
N
2000
• 14 •
S
2000
• 13 •
S
1999
• 44 •
N
1999
• 43 •
N
1999
• 12 •
S
1999
• 11 •
S
1998
• 42 •
N
1998
• 41 •
N
1998
• 10 •
S
1998
• 9 •
S
1997
• 40 •
N
1997
• 39 •
N
1997
• 8 •
S
1997
• 7 •
S
1996
• 38 •
N
1996
• 37 •
N
1996
• 6 •
S
1996
• 5 •
S
1995
• 36 •
N
1995
• 35 •
N
1995
• 4 •
S
1995
• 3 •
S
1994
• 34 •
N
1993
• 33 •
N
1994
• 2 •
S
1994
• 1 •
S
1993
• 32 •
N
1992
• 31 •
N
1992
• 30 •
N
1991
• 29 •
N
1991
• 28 •
N
1990
• 27 •
N
1990
• 26 •
N
1989
• 25 •
N
1989
• 24 •
N
1988
• 23 •
N
1988
• 22 •
N
1987
• 21 •
N
1987
• 20 •
N
1986
• 19 •
N
1986
• 18 •
N
1985
• 17 •
N
1985
• 16 •
N
1984
• 15 •
N
1984
• 14 •
N
1983
• 13 •
N
1983
• 12 •
N
1982
• 11 •
N
1982
• 10 •
N
1981
• 9 •
N
1981
• 8 •
N
1980
• 7 •
N
1980
• 6 •
N
1979
• 5 •
N
1979
• 4 •
N
1978
• 3 •
N
1978
• 2 •
N
1977
• 1 •
N

Chi siamo

Gruppo iniziale di San Cerbone



I gruppi "Giovanni Prodi" e "Giuseppe Del Re" hanno avuto origine dall'originario "Gruppo di San Cerbone"
promosso nel 1977 da Giovanni Prodi (Ordinario di Analisi Matematica presso l'Universita' di Pisa),
anche sotto la spinta di mons. Carlo Colombo (successivamente stretto collaboratore di Paolo VI).

Una breve 'Presentazione'

Il primo convegno del Gruppo si tenne nel monastero di S.Cerbone (situato nei pressi di Lucca, in posizione molto bella) nei giorni 18, 19, 20 maggio 1977. Tutta la prima serie di incontri si tenne nella medesima sede, così che il gruppo fu chiamato allora “Gruppo di S. Cerbone”. All’origine di questa iniziativa c’era la calda esortazione di mons. Carlo Colombo, teologo e vescovo, che nell’ambiente milanese era ben noto per la sua apertura verso la scienza (oltre che verso la spiritualità familiare).Al primo incontro erano presenti: Fernando Bertolini (Parma), Domenico Caligo (Pisa), Luigi Cardamone (Palermo, Pisa), Giancarlo Cavalleri (Milano), Ennio De Giorgi (Pisa), Luigi Galgani (Milano), Luigi Lombardi Vallauri (Firenze), Giovanni Prodi (Pisa), Sergio Spagnolo (Pisa). In tutto, nove persone, cioè quante ne poteva portare il vecchio pulmino di G. Prodi. Il giorno dopo vennero anche Antonio Ambrosetti e Antonio Marino di Pisa. Come era prevedibile, dato il campo di ricerca della maggioranza dei presenti, furono soprattutto i problemi di tipo fisico-matematico a dare la spinta iniziale alla discussione. Riporterò solo un intervento di Ennio De Giorgi, che riscosse molti consensi e tracciò la linea progettuale del convegno.Un ricercatore – così esordiva De Giorgi – dedica il 95% del suo tempo alla risoluzione di problemi inerenti alla sua disciplina, e lo fa con strumenti che sono pure interni alla disciplina. Ma poi, inevitabilmente, il ricercatore si imbatte nei problemi globali: in primo luogo quello di dare senso alla sua stessa attività di ricerca. In questa fase, più che vedere se vi sono risultati interni utili, si tratta di vedere se si può raggiungere una visione globale in cui la stessa attività di ricerca settoriale trovi un suo senso. Comunque nella successiva discussione, che si sviluppa in modo molto ampio e vario, vengono messi in evidenza i punti interni alla matematica e alla fisica, che hanno carattere più dirompente e che portano a un discorso più ampio; per la matematica: il teorema di Goedel ed altri risultati sulle limitazioni interne dei sistemi formali; per la fisica: le basi della meccanica quantistica e della relatività.Una posizione singolare ha nel gruppo Luigi Lombardi Vallauri: è l’unico filosofo e, in questa veste, il suo ruolo di informazione e di critica è di fondamentale importanza per il gruppo. Ma è anche lui direttamente interessato alle scienze, sebbene da un punto di vista singolare: la meditazione sulla scienza. Ritorna frequentemente nelle sue proposte un’immagine biblica: la contrapposizione fra il volto di Dio e il dorso di Dio. La scienza non ci può mostrare il volto si Dio, ma forse il dorso sì. Sui risultati della scienza si può fondare una meditazione: cosa non facile perché i risultati della scienza ci portano molto lontano dall’intuibile. Questa proposta di tipo contemplativo meritava di essere presa in esame anche perché tra gli scopi del Gruppo c’era quello di porre le basi di una spiritualità adatta a coloro che si dedicano alla scienza. Quest’obiettivo è stato perseguito (soprattutto per merito del prof. P. Sergio Parenti, domenicano, il quale, da un certo punto in poi, seguì con molto impegno e generosità il gruppo).Torniamo al primo convegno; esso si chiudeva sottolineando la necessità di mettersi in cammino lungo queste tre strade:

  • a. Fondazione di un discorso sicuro su ontologia e metafisica.

  • b. Nuovi risultati della biologia (codice genetico, biologia molecolare, neurofisiologia); bioetica.

  • c. Riesame dei fondamenti della fisica.


Il secondo convegno si svolse nella primavera del 1978 a distanza di un anno dal primo (a partire dal 1978 i convegni furono due per ogni anno). Esso fu dedicato quasi per intero al punto b); in vista di ciò erano stati invitati alcuni biologi: Milani Comparetti, Ludovico Galleni, Andrea Guerritore tutti e tre noti studiosi e anche abili divulgatori; al loro gruppo si aggiungeva Giovanni Melzi, esperto della teoria matematica delle reti neurali.


Dagli appunti risulta un percorso molto chiaro e sicuro in questa vastissima e nuova materia.
Il terzo convegno si svolse dal 29 settembre al 1 ottobre 1978 e fu dedicato ad un tema molto atteso: la metafisica. Era stato invitato un noto studioso del tema: il P. O’ Farrel della Gregoriana. Egli esordì con il seguente elenco di nove problemi:

  • Un primo problema vitale per ogni studioso cristiano: il bisogno di una sintesi sul piano intellettuale.

  • Metafisica come implicata dalla domanda scientifica.

  • Metafisica come implicata dalla verità della scienza.

  • Relazioni tra metafisica e scienza.

  • Metafisica come presupposto (spesso impiegato inconsapevolmente) delle scienze.

  • Differenza tra oggetto formale della metafisica e delle scienze.

  • Che cosa può dire la scienza sull’esistenza di Dio, la spiritualità dell'anima, ecc.

  • Una verifica intersoggettiva nell’ambito della metafisica.

  • Tendenze verso una sintesi intellettuale

 
Su questi problemi si sviluppò una lunga, vivacissima, ma anche – direi – disordinata discussione. Molti dei presenti – specialmente del settore fisico-matematico – avrebbero desiderato che si arrivasse a mostrare una struttura formale nella metafisica: una sintassi semantica. Si deve tenere presente, infatti, che i matematici non sono necessariamente formalisti in senso riduzionista (come chi sostiene che la matematica non è altro che un modo di trattare file di segni secondo regole non equivoche). Ma ogni matematico sa che se non si seguissero regole ben precise nell’adozione del linguaggio l’errore sarebbe inevitabile.
Lo stesso obiettivo fu perseguito in un convegno tenutosi a Gazzada (Varese) nel maggio 1979; fu il quarto convegno (e il primo che si svolgeva in sede diversa da S. Cerbone). Era stata scelta quella sede sia per agevolare i molti partecipanti lombardi, sia per rendere più breve il viaggio ad un simpatico personaggio di fama internazionale che era stato invitato: il prof. Bochenski, domenicano, noto soprattutto per la sua storia della logica. Il prof. Bochenski introdusse con grande maestria i metodi della logica formale, avendo però molta cura anche per gli aspetti semantici e per i processi di “reduzione” e di “induzione” i quali, benché non validi dal punto di vista logico, sono continue sorgenti di conoscenza nella nostra vita pratica. Quanto alla formalizzazione del discorso religioso e del discorso metafisico, si prese atto che ben poco era stato finora realizzato. Nel fervore della discussione si misero in evidenza le caratteristiche necessarie ad un linguaggio per poter essere veicolo di questo discorso. Ma questo progetto ambizioso non fu più ripreso.
Questa è una rapida storia del gruppo “Scienza e Fede” al suo esordio. Successivamente il gruppo non è cambiato di molto: anche i particolari organizzativi si sono riprodotti nel tempo con varianti minime. Il gruppo ha saputo valersi della collaborazione di ottimi specialisti esterni; non resta che auspicare un salto di qualità per quello che riguarda l’elaborazione interna.

Giovanni Prodi



(Da Giovanni Prodi e Maurizio Malaguti (a cura di), Memoria dell’origine, Percorsi sul tema della Creazione; Pontificia Università Lateranense, Mursia, Roma 2001; vedi la pagina Indicazioni bibliografiche


Avete delle questioni da porci?

Per maggiori informazioni,
S C R I V E T E C I